Sensacuor. Memorie dal confine orientale Istria 1919-1947

Teatro

Trento Oltre

Compagnia ErehwoN
Sensacuor. Memorie dal confine orientale Istria 1919-1947
di Barbara Valli
Progetto e regia di Valentina Kastlunger
Con: Lorenzo Ansaloni, Daria castellini, Cristina Cavalli, Michele Cipriani, Andrea fazzari, Giulia Valli, Sabina Villa

Otto, otto voci diverse, otto accenti e inflessioni dialettali diverse.
Otto figli di esuli nati in otto regioni italiane diverse. Otto voci ben distinte, i membri di una famiglia che vive a Fola, in una bella casa vicino all'arena. C'è la casa, la casa di Fola con le grandi finestre sempre aperte, quando c'è ancora l'Impero austro-ungarico, e ogni cosa è ai suo posto: le vie si chiamano Strasse e a scuola si impara il tedesco e il croato, le figlie partecipano ai balli degli ufficiali austriaci, il padre non è mai a casa perché crede fermamente ne! partito socialista e tradisce la madre con altre donne. La casa quando l'Istria diventa Italia e il padre se ne va in America per sfuggire ai fascisti, per fare fortuna, per seguire la sua nuova amante; quando anche i figli l'abbandonano, chi per sposarsi, chi per seguire il padre in America, chi per andarsene a Roma a tradire le idee del padre e seguire il movimento fascista. La casa durante la guerra, quasi vuota, con le finestre sempre chiuse che non riescono ad attutire gli echi delle lotte intestine, del tutti contro tutti, che non riescono a tenere lontani i soldati, italiani, tedeschi, titini che la invadono. La casa dopo la guerra, con la famiglia riunita, le grandi finestre di nuovo aperte e gli americani per le strade, quando sembra che tutto potrà andare per il meglio e l'Istria è il luogo dove realizzare le speranze. La casa abbandonata dopo la tragedia, la casa che non c'è più, è una casa dove non si più andare, un luogo interdetto. E' la casa dell'esilio, la casa che esiste solo nel ricordo di chi vive lontano, in esilio. C'è lo spazio vuoto del racconto, dove parlano i personaggi, ma parlano anche i fatti della storia. La paura e i desideri, le direzioni di marcia, l'andare e il tornare, i padroni e i servi. La rabbia dei padroni e la vendetta dei servi. E parlano gli oggetti. C'è uno spazio pieno di oggetti, sono tavoli, sedie, piatti, appendiabiti, armadi, letti posate, specchi, biancheria, che hanno avuto una loro vita e poi durante l'esodo sono stati ammucchiati nei magazzini del porto di Trieste e li dimenticati.

Informazioni sulla prevendita

cassa del Teatro Auditorium dal lunedì al sabato ore 10.00-19.00
cassa del Teatro Sociale dal lunedì al sabato ore 16.00-19.00
cassa de Teatro Cuminetti da un'ora prima dell'inizio dello spettacolo


organizzazione: Centro Servizi Culturali S. Chiara - Teatri Possibili Trento

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