La mia arte io la chiamo mestiere

Mostra

A poco più di un anno dalla morte, il Museo Diocesano Tridentino, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Trento, dedica a Remo Wolf (29 febbraio 1912 - 27 gennaio 2009) una grande mostra intesa a ricostruire quel percorso umano e artistico che lo ha visto tra i maggiori protagonisti dell’arte incisoria del secolo scorso. La mostra sarà curata da Domenica Primerano e Riccarda Turrina e si avvarrà della collaborazione dei familiari dell’artista, in particolare dell’ing. Romano Gerola.
Remo Wolf ha sempre voluto rappresentare l’universo umano e la natura che lo circonda, nell’intento di creare quella che lui definiva “ una visione completa”; figura, natura morta e paesaggio nelle sue opere hanno, infatti, un ruolo di primaria importanza, grazie all’indissolubile legame che le caratterizza.
Abile disegnatore, annotava instancabilmente sui suoi taccuini le suggestioni visive e le emozioni che colpivano la sua immaginazione, dimostrando, da subito, una indomabile inquietudine creativa. Per tutta la vita l’arte è stata la sua grande passione, o come era solito sottolineare, il suo principale mestiere, che esercitava da grande maestro, alla continua ricerca di nuove tecniche, strategie espressive, intrecci tematici.
Indiscusso maestro dell’incisione, innovatore di levatura europea, Remo Wolf già negli anni Trenta, realizza le prime xilografie, che rappresentano un importante punto di partenza all’interno di un percorso di conoscenza che l’artista non abbandonerà mai. La sua produzione sarà davvero copiosa: all’incirca 3800 opere di grafica (2700 xilografie e 1100 calcografie), più di 850 ex libris, 320 grafiche d’occasione, opere pittoriche e disegni. Una produzione notevole dunque, in gran parte conosciuta e apprezzata dal pubblico.

Le tematiche che attraversano trasversalmente la mostra riguardano:

1. gli aspetti del quotidiano, interpretati in chiave simbolica e fantastica, non disgiunta da una velata dimensione ironica, in un continuo scambio tra realtà e sogno;
2. i riferimenti culturali, letterali e artistici segnano sia le scelte contenutistiche che stilistiche della sua produzione;
3. la presenza del sacro inteso come capacità di cogliere, attraverso le letture dei testi biblici, il rapporto tra uomo e spiritualità.


organizzazione: Museo Diocesano Tridentino

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