La grafica di Romano Conversano

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A cura dell'Associazione “Romano Conversano Cultura Artistica”.

ROMANO CONVERSANO
da Luigi Serravalli
Sotto la foto: "... E Romano, ancora giovane, scoprì questo lascito: tutta l'attrezzeria per dipingere, nel solaio della casa veneziana, con l'altana, a picco sul mare. Da allora fu pittore per sempre e solo pittore."

Conversano frequenta l'accademia a Venezia sotto la guida di Saetti, curioso di questo discepolo capace di disegnare con un segno lungo, che partiva dai piedi e contornava tutta la figura senza soluzione di continuità. A Pieve D'Alpago conosce Emilio Vedova e Rodolfo Sonego e partecipa ai movimenti partigiani. A quel tempo, sui vent'anni, la sua abilità di pittore e possibile scenografo lo porta verso il cinema: ne nasce Pian delle Stelle, film romantico in chiave neorealista.
Poi a Parigi, dove, oltre ai quadri degli impressionisti ai quali in un modo o nell'altro è stato sempre fedele, Conversano scopre la poesia di Valéry, Verlaine, Mallarmè e soprattutto di Rimbaud. Riconosce e fonde la "ivresse rimbaudiana" con quella istriana, nata da quella bora, quel mare e quei cieli.
Più tardi in Spagna scopre i colori delle terre e l'architettura contadina cubica, scolpita nel tufo. Nelle Fiandre la sua tavolozza si incupisce e contrasta la luce che aveva nel sangue.
C'è in Conversano qualche cosa di intatto: sopratutto c'è in lui la ferma fiducia nel diritto di sognare.
L'acqua si sente sempre: sia sotto la pelle delle sue donne che nel suo paesaggio. Importa in Conversano quanto dice Bachelard "in ogni atto della sua vita e in tutte le prove della sua arte fu servitore e guida delle forme belle che governano il mondo".
Con Conversano abbiamo a che fare con un mondo di restituzione limpido e semplice, dove tutto è attesa e un rifiorire di antiche e primordiali sensazioni, come se ci facesse scoprire la donna, le stagioni, i mari con lo stupore della "prima volta". In tutto c'è sempre la "piccola verità" che risveglia le cose e tutto è occasione per raccontare quello che ha visto, registrato e pazientemente accumulato nel corso della sua esistenza con un linguaggio che conserva i "gerghi" antichi che lo ricollegano al mondo attuale. Da un lato l'amore per la vita che domina incontrastato, e dall'altro la straordinaria abilità che lo spinge dentro le cose, frantumandole con mille accorgimenti, per trovare quell'angolo giusto di interrogazione sui perché della vita, con un'apparente semplicità che invece nasconde la lunga e meticolosa fatica di costruire la sua lunga serie di paesaggi e di donne.

Conversano approfondisce lo studio della luce, delle trasparenze, approfondisce il contrasto cromatico fra i pieni e i vuoti, fra la luce e l'oscurità. Qualsiasi sia il discorso di contenuto è il percorso pittorico che ci interessa, il gioco fra impressionismo ed espressionismo.
I primi quadri legati al '900, i "bateaux ivres", "la Puglia antica", "le donne in fiore e "le donne d'oggi" sono i momenti più importanti della pittura di Romano Conversano, momenti legati fra loro dal senso del tempo: nevrosi, tumulto, incertezza, senso di solitudine e bisogno di comprensione. È un tempo interiore più che storico, un tempo "altro" che Conversano dipingerà nelle espressioni delle sue "donne d'oggi".
Volti di donne dipinte ad olio in grandi quadri con colori spesso "minerali": turchese, smeraldo, oppure disegnate su fogli bianchi con un segno nero o neri con segno bianco, sempre con la straordinaria bravura che gli è particolare. Il disegno di Conversano è realmente dinamico, "fa lavorare lo sguardo" come dice Bachelard. È un piacere vederlo lavorare veloce e scoprire ad opera finita la bellezza del tratto ed anche la capacità di leggere la realtà psicologica del soggetto.
Conversano domina la forza delle emozioni, con una colta riduzione classica nel segno, ma ciò non toglie che resti sempre viva la carica sensuale che sta a monte dell'incontro con la persona. La dolcezza delle sue immagini femminili è spesso immalinconita da una consapevolezza esistenziale. Tuttavia in esse traspare sempre lo slancio vitale, la forza e il celebrato splendore della natura.


organizzazione: Biblioteca Civica G. Tartarotti

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