Docville. Le vie del documentario
Non solo social film: Il cinema documentario sa registrare, con la precisione di un sismografo, i movimenti e i mutamenti di una società e della sua mentalità, affermandosi come la forma di espressione cinematografica più vivace ed eterogenea.
Il documentario non è infatti riconducibile al solo cinema di denuncia, ma costituisce a sua volta un universo composito, una costellazione allinterno della quale si incontrano anche narrazioni e slanci lirici, indagini dal taglio sociale, sperimentazioni visive.
Nel corso delle ultime stagioni, il Nuovo Cineforum Rovereto ha regolarmente programmato le più interessanti espressioni del documentario internazionale (i film di Errol Morris, Una storia americana di Andrew Jarecki, i primi film di Michael Moore). La rassegna organizzata dal Nuovo Cineforum Rovereto fa ora visita ad alcune forme che il documentario si è dato nel corso degli ultimissimi anni, recuperando pellicole e video rimasti a lungo invisibili nelle sale della nostra regione.
Il documentario in Italia: Solo di recente il cinema documentaristico sta guadagnando una propria visibilità sul mercato cinematografico italiano. Grazie agli enormi successi di Bowling a Colombine e Fahrenheit 9/11 di Michael Moore, o ai più recenti The Corporation, Super size me o Mondovino, la distribuzione italiana più accorta ha iniziato ad investire nel campo del film documentario.
Pur con una preziosa tradizione (ad esempio le straordinarie opere degli anni Cinquanta di Vittorio De Seta), solo di recente il cinema italiano sembra essersi riavvicinato alle forme del linguaggio documentaristico.
Una rassegna appoggiata dalla città: Docville è il risultato della collaborazione con numerose associazioni ed istituzioni presenti sul territorio roveretano. I diversi soggetti, con grande disponibilità, hanno reso possibile la costruzione di un percorso, che trova nel documentario il suo elemento di coesione. Un esempio di come arte e cultura possano essere il luogo privilegiato per tessere interazioni tra realtà ed istituzioni, spesso raramente in dialogo.
19 aprile
La macchina di morte dei khmer rossi
di Rithy Panh (Francia/Cambogia, 2003)
Sostenuto da Museo Storico Italiano della Guerra
26 aprile
Super size me
di Morgan Spurlock (Usa, 2004)
Sostenuto da SlowFood Trentino nellambito del programma di educazione al gusto
5 maggio
Un silenzio particolare
di Stefano Rulli (Italia, 2004)
Sostenuto da Associazione Insieme di Rovereto
10 maggio
Senza paura. Storie e musica di lavoratori notturni
di Ascanio Celestini (Italia, 2004)
Il mondo che abbiamo perduto
di Pietro Medioli (Italia, 1999)
17 maggio
Il mondo di Luigi Ghirri
di Gianni Celati (Italia, 1999)
Portret
di Sergei Losniza (Russia, 2002)
Si ringrazia per la collaborazione il circolo fotografico Limmagine di Rovereto
24 maggio
Il muro
di Simone Bitton (Israele, 2004)
Sostenuto da Fondazione Campana Rovereto
1 giugno
Kosova-o
di Eva Ciuk, Italia 2004
Sostenuto e promosso da Osservatorio sui Balcani di Rovereto, DVD. Sarà presente lautrice
organizzazione: Associazione Nuovo Cineforum Rovereto