Disegnare su tele immaginarie

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Aperitivi neuroscientifici

Disegnare su tele immaginarie
Quando l’arte aiuta la scienza
Liliana Albertazzi, filosofo della mente

Disegnare su tele immaginarie. Sarebbe questa l’operazione eseguita dai nostri occhi per vedere il mondo. La percezione, lungi dall’essere una fedele elaborazione degli stimoli sensoriali, è un’operazione complessa alquanto immaginaria, un’”allucinazione controllata”, secondo la definizione del più autorevole tra gli studiosi della scienza della visione Jan J. Koenderink. La soggettività gioca un ruolo fondamentale nella percezione, la rende variabile in modo indipendente dagli stimoli che abbiamo di fronte, ma a seconda del contesto in cui essi appaiono. Quale rapporto esiste tra il vedere naturale, già intrinsecamente immaginario, e il vedere nello spazio pittorico? Quale il contributo dell’arte ad una nuova scienza dalla visione?
Sarà questo il tema del prossimo Aperitivo Neuroscientifico, dal titolo “Disegnare su tele immaginarie. Quando l’arte aiuta la scienza” con la professoressa Liliana Albertazzi, filosofo della percezione del Centro Mente/Cervello dell’Università di Trento, che si terrà alla Caffetteria Le Arti del MART mercoledì 16 maggio alle ore 18.
Incapaci di trattare l’altrimenti ingestibile moltitudine di stimoli provenienti dall’esterno, la organizziamo in unità significative. Tuttavia, nello stimolo visivo non sono presenti le qualità soggettive che sono alla base della percezione, come il punto di vista dell’osservatore, l’illuminazione, il materiale con cui è costruito un oggetto. Che le apparenze fenomeniche guidino la nostra esperienza visiva era chiaro da tempo agli artisti, che nei secoli, hanno rappresentato di volta in volta alcune caratteristiche come il contrasto (impressionismo) o la simultaneità dei punti di vista (cubismo). Che gli aspetti qualitativi possano entrare a far parte di una sistematica teoria della visione è quanto sostenuto da molti ricercatori, trai quali la professoressa Albertazzi, che partendo dall’analisi degli spazi percettivi e degli spazi pittorici tenterà di rispondere alla domanda se la rappresentazione artistica degli oggetti può esserci utile nella stesura di una nuova scienza dei fenomeni qualitativi, argomento di primario interesse sia per le discipline teoriche sia per le loro applicazioni nel design tecnologico, nella robotica situata e nella realtà virtuale.


organizzazione: CIMeC Centro Interdipartimentale Mente Cervello dell'Università di Trento a Rovereto