Deperillizia

Musica

Concerto imbullonato per musici, attori, coro di donne, tipografi e macchine da stampa
con i Parafonisti del Baldo
in occasione del 50° anniversario della morte di Fortunato Depero

Musicisti: Sergio Camedda (macchine e oggetti sonori), Giampaolo Campus (macchine e oggetti sonori), Chiara Cescatti (macchine e flauto), Mauro Tonolli (macchine e chitarre classica/elettrica), Coro femminile dei Quattro Vicariati (figurazioni vocali e tappeti sonori)

Attori: Franco Farina, Francesca Velardita
Annunciatore: StefanoCòmper
Tipografi: Franco Brugnaro, Dario Droghini, Remo Micheletti, Renzo Monte, Katia Paggetti, Ferruccio Senter

Direttore intona-rumori: Quinto Canali

PROGRAMMA:
1. Introillìzia
2. “SiiO VLUMMIA - Torrente”
Fortunato Depero
3. Tiporillìzia
4. “Verbalizzazione astratta di signora”
Fortunato Depero
5. Stampirillìzia
6. “Battaglia a 9 piani”
Filippo Tommaso Marinetti
Con dedica autografa dell'autore “... al grande futurista Depero”

I brani sono composizioni originali (1, 3, 5) o libere reinvenzioni (2, 4, 6) de “I Parafonisti del Baldo”
A fine spettacolo, su idea di Osvaldo Maffei, Buffet Futurista realizzato dalla Pasticceria Magie di Molli

Il termine Deperillizia, che da il titolo allo spettacolo, è un gioco di parole che rimanda alle coniazione di nuovi vocaboli tipica dello poesia in onomalingua di Depero e che intende riproporne quel carattere ludico e fantastico che caratterizzava la produzione dell’artista.
Lo spettacolo, pensato per il 50° anniversario della morte dell’artista trentino, intende creare un ideale ponte tra Depero e l’arte della tipografia attraverso la proposta di due sue composizioni poetiche (SiiO VLUMMIA – Torrente e Verbalizzazione astratta di signora) e una terza a lui dedicata da F. T. Marinetti (Battaglia a 9 piani) e la sonorizzazione dell’evento per mezzo dell’uso delle macchine presenti nella Sala del Libro della Biblioteca Civica di Rovereto come fonti sonore, oltre che dell’apporto del Coro Femminile dei Quattro Vicariati, di musicisti e attori.

Creare un legame tra la dimensione dell’arte tipografica e Depero
L’arte tipografica è strettamente presente nella produzione artistica di Depero. Il pensiero va subito al Libro Imbullonato. Tale legame viene qui realizzato nella presentazione delle fasi del lavoro della stampa nella sezione 5 (Stampirillizia).e nei 2 componimenti di Depero e in quello di Marinetti - ambientato sul Monte Altissimo – Dosso Casina (26/27 ottobre 1915) - che rivelano l’importanza della componente tipografica nella sua produzione artistica. L’aspetto del lavoro viene qui esaltato attraverso la partecipazione scenica dei tipografi che ripercorrono le varie attività che portano alla stampa.

Suonare lo spazio, un tentativo di far riecheggiare il lavoro e la dimensione artigianale dei tipografi
Ciò avviene attraverso una minuziosa ricerca timbrica condotta sulle macchine a stampa (torchi, cesoie, foratrice, cordonatrice, presse a mano, taglierina a mano, macchine per composizione meccanica) e gli oggetti presenti nella sala (contenitori con ferretti, lastre, tavolo con caratteri, cassettiere, recipienti, macchine da scrivere, tavoli da lavoro con annessi martelli, seghetti, spatole, barattoli, rulli, tenaglie), sollecitandone le singole parti manualmente o con battenti. Questa soluzione sonora culmina nella presentazione delle macchine nella sezione 3 (Tiporillizia) e nella dimensione di accompagnamento di Battaglia a 9 piani di F. T. Marinetti.

Dimensione teatrale
La dimensione scenica è sviluppata oltre che dalla dislocazione dei musicisti che seguono la disposizione in sala delle meccaniche, anche attraverso l’apporto scenico dei tipografi nella sezione 5 (Stampirillizia) e dall’intervento del Coro e degli attori in Verbalizzazione Astratta di Signora di Depero.

I Parafonisti del Baldo: modalità di lavoro
Il momento compositivo ha previsto una iniziale ricerca timbrica sulle macchine e gli oggetti presenti nella sala e la conseguente predisposizione di una partitura “suonolibera” in cui gli interventi dei musicisti si legano oltre che alle composizioni poetiche anche alla dimensione testuale ricavata dalle lettura delle targhe di presentazione delle macchine presenti nella sala e dall’enunciazione delle fasi di lavorazione della stampa.
Il momento esecutivo prevede l’uso di microfoni a contatto per enfatizzare i suoni più caratteristici e tenui, l’impiego di pratiche esecutive non tradizionali tese a sollecitare gli ingranaggi delle macchine e le parti risonanti degli oggetti e una spazializzazione sonora naturale della sala attraverso l’assegnazione dei musicisti alle macchine. All’interno di questa dislocazione delle varie componenti sonore, è previsto in alcuni sezioni anche l’impiego di strumenti più tradizionali come la chitarra elettrica e il flauto.
Ciò testimonia l’interesse del gruppo nel considerare il parametro spazio sia nel ripensare il luogo previsto per lo spettacolo come obiettivo dell’intervento sonoro quanto per la spazializzazione dei suoni prodotti dai musicisti come elemento fondante della poetica del collettivo.